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L'etna
L'etna e' il vulcano piu' alto d'Europa ed e' tuttora
attivo. La sua presenza influenza profondamente tutta l'area
nordorientale della Sicilia che dal vulcano prende forma e
dal quale è condizionata per le colture, il colore del
terreno, nonchè per i materiali edilizi. La sua mole domina
tutta la provincia catanese; il cono, innevato per vari mesi
l'anno, digrada dolcemente cambiando colore, dal bruno-viola
al verde, verso il mar Ionio.
L'Etna è un vulcano giovane, le sue prime eruzioni risalgono
infatti a poco più di cinquecentomila anni fa. Questo
maestoso edificio vulcanico, così come appare attualmente,
con un'altezza di 3350 m e una superficie di 1250 Kmq, ed è
stato originato a sua volta da almeno due grnadi vulcani: il
Trifoglietto, nella cui area si è andata formando nel corso
dei secoli una vasta depressione chiamata la 'valle del
Bove' larga più di 5 km, con pareti ripidissime, e il
Mongibello, che è tuttora in attività quasi permanente. Sul
cono terminale esistono oggi quattro crateri attivi: il
Centrale, la Bocca Nuova, il cratere di nordest e il cratere
subterminale di sudest. In passato si sono verificate anche
eruzioni sui fianchi che ne hanno corrugato la superficie
squarciandola con numerose spaccature e costellandola da
centinaia di antichi crateri dalle forme più svariate.
Tra le numerose eruzioni susseguitesi nel corso dei secoli
(se ne possono ricordare circa 135), la più famosa e tragica
fu quella del 1669 che, proceduta da tre giorni di
terremoti, durò 122 giorni: i materiali eruttati formarono
varie colline, tra cui i Monti Rossi, che modificarono
notevolmente la fisionomia del vulcano e un gigantesco
torrente di lava arrivò fino a Catania distruggendo una
parte di città per poi gettarsi a mare.
Per visitare l'Etna ci sono diversi itinerari, il primo ci
fa percorrere una splendida strada panoramica (lunga circa
140 km) che parte da Catania e passa per paesini di grande
interesse storico-artistico; il percorso va da Catania a
Fiumefreddo lungo la SS 114, prosegue per la SS 120 fino al
bivio dopo Randazzo dove prende la SS 284 per Adrano per
concludersi ancora a Catania lungo la SS 121. Per
raggiungere il vulcano due sono invece le vie d'accesso:
Etna sud ed Etna nord.
Etna sud. Partendo da Catania si raggiunge la sommità dopo
circa 34 km attraversando i paesi di Gravina di Catania,
Mascalucia (centro di produzione vinicola) e Nicolosi
attraversato il quale si sale ancora per un'altra quindicina
di km fino a Rifugio Sapienza. Quest'ultimo tratto è
frequentatissimo dai motociclisti locali che, attratti dai
maestosi curvoni in salita separati da rettilinei e
un'ottimo asfalto, si danno appuntamento in uno slargo più
in basso per salire in gruppi fino al rifugio dove nelle
domeniche assolate occupano un intero parcheggio con decine
di mezzi. In mezzo a loro si può poi trovare anche qualche
tedesco sulla sua BMW, personaggio che in realtà arriva
casualmente in un qualsiasi giorno dell'anno.
Prima del rifugio, più in basso, vi è l'Osservatorio
astrofisico dell'Università di Catania, mentre da qui si
prosegue con la cabinovia fino a quota 2600 m e quindi con i
fuoristrada della SITAS si arriva fino al rifugio Torre del
Filosofo (2900 m) e poi al cratere centrale. Lo stesso
tragitto è comunque percorribile interamente a piedi senza
pericoli. Nell'ultimo tratto si sente fortissimo l'odore
dello zolfo, accompagnato da fumi che fuoriescono dalle
fenditure nella lava. Il cratere, di una vastità
impressionante, è formato da tre coni minori aperti da
suggestivi squarci e voragini.
Etna nord. Su questo versante si accede da Linguaglossa
percorrendo un'altra bellissima strada in salita di 15 km.
Questa è meno veloce con curve più strette una di seguito
all'altra in un ritmo nevrotico che toglie il fiato alla
giusta andatura! Anche da questa parte dopo una dozzina di
km in salita vi è il 'rifugio dei motociclisti': il Brunek,
facilmente riconoscibile sulla destra alla fine di uno dei
pochi rettilinei e prima dell'ennesima curva. Continuando a
salire si raggiunge Piano Provenzana a 1810 m, ottimo punto
di partenza per la risalita ai crateri sommitali; da qui si
può continuare a piedi o con i fuoristrada o anche in
mountain bike. La strada, tracciata fra lave antiche e
recenti, attraversa il piano delle Concazze e costeggia il
rilievo dei Pizzi Deneri, dove sorge un moderno e attrezzato
Osservatorio vulcanologico, fino a raggiungere quota 3000 m
da dove si scorge un grandioso panorama sulle coste ionica e
tirrenica. Da qui si può continuare fino al cratere centrale
e può essere molto piacevole, facendo attenzione,
un'escursione al calar del sole per la suggestiva visione
che tutto l'apparato vulcanico offre a quell'ora.
La ricca vegetazione che ricopre i fianchi del vulcano è
distribuita a fasce d'altitudine. Si passa da una zona
fertilissima coltivata ad agrumi, piante da frutto e vigne,
che arriva fino a 1100 m circa, a una selvosa con
castagneti, lecceti e splendide distese di ginestra e
roverella, che raggiunge i 1500 m, cui segue la zona dei
faggi e delle betulle, compresa fra i 1500 e i 1900 m. Si
calcola che almeno un centinaio di lecci, larici e castagni
dell'Etna abbia un'età superiore ai quattro secoli. Una
rarità poi della flora dell'Etna è una pianta comunemente
chiamata 'spaccasassi' che mette radici negli interstizi dei
muretti di pietra. Al di sopra dei 2000 m inizia una
suggestiva fascia brulla, ma la fascia più caratteristica si
trova oltre i 1800 m, dove in analogia alle steppe dell'Asia
Minore, spuntano qua e là cuscini di Saponaria e le masse
verdi dello spino santo.
Tra gli animali si trovano l'istrice, la volpe, il gatto
selvatico, la martora, il coniglio, la lepre, la donnola, il
topo quercino, il ghiro, il riccio. Moltissimi pure gli
uccelli rapaci tra i quali lo sparviero, il gheppio, il
falco pellegrino, la poiana, l'acquila reale. |